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Celleno e il suo Borgo Fantasma®

Recenti ritrovamenti archeologici confermano l’origine etrusca di Celleno e del suo castello. Tra il X e l’XI secolo l’abitato doveva configurarsi come un gruppo di abitazioni concentrate sulla parte terminale dello sperone tufaceo, protetto da rupi su tre lati, cinto da mura e da un fortilizio (l’attuale Castello Orsini) posto a guardia dell’unica via d’accesso. L’opera di incastellamento proseguì sotto i Monaldeschi e, alla fine del XIV secolo, il centro passò nelle mani dei Gatti, una delle più potenti famiglie viterbesi. In questo periodo il fortilizio medievale fu completamente rinnovato e, insieme a tutto l’abitato, trasformato nella rocca fortificata che ancora oggi è possibile osservare. La famiglia Gatti governò Celleno fino a quando l’ultimo erede, Giovanni, fu fatto uccidere da Papa Alessandro VI (Borgia) per essersi rifiutato di riconsegnare il castello. Agli inizi del Cinquecento il comune passò alla famiglia Orsini, famiglia della quale il castello porta ancora il nome. Nel corso dell’età moderna l’abitato di Celleno Vecchio è stato spesso oggetto di cedimenti e frane che ne hanno causato il progressivo abbandono a partire dagli anni Trenta del XX secolo.

Questa parte più antica e abbandonata di Celleno, conosciuta come Il Borgo Fantasma®, oggi è un piccolo, affascinante e suggestivo insieme di ruderi e testimonianze del passato, con uno stupendo affaccio sul paesaggio circostante. Vi si può accedere da Via del Ponte, che immette nella piazza principale dalla porta maggiore, oppure, attraversando Piazza del Mercato, attraverso l’arco che immette nel fossato del castello.

Alla parte nuova di Celleno, che dista circa 1,5 km dal centro storico, si accede direttamente dalla strada provinciale, dalla quale si giunge a Piazza della Repubblica con la chiesa di San Donato e il palazzo comunale. Poche centinaia di metri più avanti si trova la Borgata Luigi Razza, tipico insediamento di architettura di epoca fascista, nato proprio per trasferire la popolazione dal centro storico.

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