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una prima chiesa, con annesso convento, era stata costruita intorno alla metà del XIII secolo ed era stata impreziosita da un affresco di Gregorio e Donato D’Arezzo, di scuola giottesca. Le cronache di quasi un secolo dopo riportano l’intervento miracoloso della Madonna che chiamò a radunarsi presso il suo santuario la popolazione della città a pregare per essere protetta da un’invasione di demoniache bestie volanti. Da quel momento in poi, il legame tra la città e il santuario non fece che crescere di forza, al punto da spingere le autorità cittadine del XVIII secolo alla costruzione di un nuovo edificio ben più imponente e maestoso del precedente. Il periodo di transizione durante il quale è avvenuta la costruzione, a cavallo tra due diverse correnti artistiche e architettoniche, ne ha determinato la peculiare, ma affascinante, commistione tra elementi barocchi e soluzioni neoclassiche.
Molto ci sarebbe da descrivere con riferimento all’interno della chiesa, ma menzione privilegiata occorre riservare alla cappella santuario della Madonna Liberatrice che custodisce ancora oggi l’affresco miracoloso, accuratamente restaurato, collocato in un’apposita apertura del muro e circondato da una cornice dorata appositamente preparata ed arricchita da fregi in argento.

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