secondo il classico sistema del Castrum, il centro abitato di Graffignano si è sviluppato a seguito della costruzione del Castello, eretto in posizione strategica per la protezione degli approvvigionamenti, non solo alimentari, tra Viterbo e Umbria.
Nel XIII secolo il castello fu affidato alla cura della famiglia Baglioni, già padroni di Castel di Piero, attuale San Michele in Teverina, senza tuttavia conoscere consistenti periodi di prolungata tranquillità: cambiò di mano diverse fino ad essere conquistato da Pandolfo degli Anguillara, potestà di Viterbo; il quale aveva come obiettivo l’indebolimento degli odiatissimi Orvietani. La famiglia Baglioni si trovò dunque costretta a fare atto di sottomissione a Viterbo per salvaguardare la propria incolumità. Nella prima metà del sedicesimo secolo Papa Clemente VII confiscò il feudo a causa delle continue lotte intestine della famiglia Baglioni, per poi restituirlo loro dopo un breve periodo. Nel diciassettesimo secolo l’intero feudo fu acquisito dai Borromeo ma meno di un secolo più tardi, fu l’intera Graffignano, da poco trasformata in principato, ad essere venduta a Scipione Publicola di Santacroce.
In epoca repubblicana il castello è entrato a far parte del patrimonio del Comune di Graffignano, che ne provvede alla cura.
Chiesa della Madonna dell’Aiuto
una gioia preziosa da visitare sulla strada Grottana, nella valle attraversata dal torrente Rigo. L’attrattiva principale di questo edificio a pianta rettangolare, con un’unica navata, è un altare, restaurato di recente, ornato da una nicchia rettangolare affiancata...






