Civita, conosciuta anche come la Città che muore, ha dato i natali a San Bonaventura, importante teologo e primo biografo di San Francesco d’Assisi.
Fondata dagli Etruschi più di due millenni fa, furono i Romani a cambiare il suo nome in Balneum Regis, da cui probabilmente deriva il nome che ha avuto fino al 1922, ossia Bagnarea.
Al termine della lunga dominazione gota, nel 1150 riesce ad affermarsi come libero comune, sotto la supervisione dello Stato Pontificio, determinando lo spostamento della famiglia Monaldeschi, conti di Bagnoregio, presso Celleno e garantendosi almeno due secoli di relativa indipendenza.
In seguito, nel corso della lotta che vede contrapposti il papato e l’impero, anche Bagnoregio dovrà schierarsi, scegliendo la guelfa Orvieto a discapito della ghibellina Viterbo.
Nel 1303 un altro Monaldeschi, Ugolino questa volta, torna al comando di Bagnoregio nel ruolo di podestà. Per quasi due secoli la famiglia riesce a conservare il potere nonostante alterne fortune (pestilenze, guerre e carestie, addirittura un’invasione di cavallette) fino a quando la popolazione di Civita, giunta all’esasperazione, non si ribella nel 1458, distruggendo il castello della Cervara, loro roccaforte.
Da quel momento, nonostante un iniziale periodo di caos, la città è retta da cardinali-governatori che garantiscono un periodo di pace e stabilità.
Nel 1695 sarà la Natura e non l’Uomo a scrivere una pagina fondamentale della storia di Bagnoregio: un devastante terremoto separerà Civita dalle altre due contrade che formavano il paese, Mercato (oggi Mercatello) e Rota (il nucleo della moderna Bagnoregio).
Da questo momento e per altri cento cinquant’anni le vicende di Bagnoregio si fondono con quelle dello Stato Pontificio.
Per una pagina autonoma nel grande libro della Storia, il borgo dovrà aspettare il Risorgimento. Il 5 ottobre 1867, in concomitanza della battaglia di Mentana, soldati pontifici e garibaldini si affrontano anche presso Poggio Scio, con lo stesso tragico risultato: le truppe papali costringono le camicie rosse ad abbandonare Viterbo e l’intera Tuscia.
Da questo momento in avanti la storia del borgo si identifica con quella dell’intera regione, dal dolore per la prima guerra mondiale, passando per l’esperienza fascista fino alla tragedia dell’occupazione tedesca.
Da anni ormai Bagnoregio è nella lista dei Borghi più belli d’Italia e nel 2021, Civita di Bagnoregio è stata inserita dall’Italia nella lista propositiva per diventare sito del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Museo Taruffi
Interessante museo che porta il nome del pilota, inventore e ingegnere Pietro Taruffi, celebre progettista di macchine d’epoca. Attraverso l’esposizione di molto materiale relativo al suo lavoro per le più conosciute case automobilistiche, sarà possibile seguire...











