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Una lapide commemorativa testimonia la consacrazione della chiesa di San Marco il primo dicembre del 1198 ad opera di papa Innocenzo III in persona, accompagnato da 15 dei suoi cardinali.

La chiesa ha una semplice architettura a navata unica, coperta da un tetto a capanna, per meglio confacersi alle necessità della contrada appena fuori le mura della città che ne commissionò l’erezione. A scopo preventivo, invece, fu la scelta di costruire il portone di ingresso in cima ad una scalinata, per proteggere la chiesa dalle piene dell’Urcionio, che anticamente scorreva proprio lì davanti.
Dettaglio interessantissimo concerne la disposizione dell’abside, disposto verso oriente ma inclinato a sinistra rispetto all’asse della chiesa, secondo una tradizione antichissima che rimanda all’inclinazione della testa del Cristo al momento della morte in croce.

Da notare i tabernacoli di foggia tardo romanica ed in uso fino al XVI secolo quando il Concilio di Trento demandò la posizione del tabernacolo al centro dell’altare.
Gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, S. Marco è stata accuratamente restaurata, mentre le quattro pale d’altare decorative che custodiva sono andate definitivamente perdute.

Oggi è ornata da un affresco raffigurante l’Altissimo ed una pala d’altare con sopra una Madonna, entrambi dei primi anni del XVI secolo ad opera, sembra, di Giovan Francesco d’Avanzarano. La terza notevole opera, una raffigurazione di San Marco dipinta da Francesco d’Antonio, è conservata a scopo precauzionale nella canonica.

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