Il primo riferimento alla Rocca dei Pirri è stato rintracciato in un documento del 840 d.C. in cui Lotario I conferma i privilegi sul “fundo Sepiciano” a favore della potente Abbazia di Farfa. Ma fin da questi tempi remoti la storia del borgo si preannuncia travagliata, considerato che intorno all’anno Mille, parte del “Casale Sipiccianum” risulta essere della Chiesa di S. Marcellino.
Per certa si da l’autonomia di cui godeva nel XII, tanto da essere dotato di statuto e ordinamenti comunali autonomi, incluso un sigillo, come pure la dominazione da parte della ghibellina Viterbo, che causò il 10 giugno 1293 la distruzione del castello per mano delle guelfe truppe orvietane.
Grazie all’intervento del cardinale Egidio Albornoz, sostenuto da Simonetto Baglioni, Sipicciano torna finalmente nel patrimonio della chiesa nel XIV secolo. Da questo momento e per i secoli successivi, il castello viene utilizzato spesso come omaggio o ricompensa per i servizi resi alla Chiesa, tanto che la lista dei signori che lo hanno posseduto è lunga quasi quanto la sua storia. Tra tutti i possessori, ad ogni modo, spiccano la famiglia Baglioni, responsabile della costruzione dell’omonima meravigliosa cappella, e la famiglia Costaguti che ne è rimasta proprietaria per oltre duecento anni, dal 1644 quando la acquistò per 90 mila scudi, al 1879.
Nel 1872 il borgo perse la sua millenaria autonomia e venne accorpato con Roccalvecce, dando inizio ad una lotta amministrativa di oltre 50 anni conclusasi nel 1928 con la sospirata annessione al comune di Graffignano.
Non è questa la fine della storia per Sipicciano, perché in anni più vicini a noi pare essere iniziata una nuova sfida, il recupero dell’indipendenza: due sono stati finora i tentativi di diventare comune autonomo, nel 1967 e nel 1976, nessuno dei quali è andato a buon fine.
Chiesa della Madonna dell’Aiuto
una gioia preziosa da visitare sulla strada Grottana, nella valle attraversata dal torrente Rigo. L’attrattiva principale di questo edificio a pianta rettangolare, con un’unica navata, è un altare, restaurato di recente, ornato da una nicchia rettangolare affiancata...







